INSTABILITà CAVIGLIA - DISTORSIONI RECIDIVANTI

INSTABILITà CAVIGLIA -

DISTORSIONI RECIDIVANTI

Instabilità di caviglia: quando la caviglia continua a cedere

Dopo una distorsione la maggior parte delle caviglie recupera stabilità con un trattamento adeguato. In alcuni pazienti, però, persistono cedimenti, distorsioni ricorrenti, dolore o insicurezza durante lo sport. In questi casi è importante capire se il problema dipenda dai legamenti laterali, dal controllo neuromuscolare o da altre strutture della caviglia coinvolte nel trauma.

Valutazione clinica della caviglia durante l’esame specialistico
Valutazione clinica della caviglia durante l’esame specialistico

IN BREVE

Cos’è l’instabilità cronica di caviglia

Si parla di instabilità cronica quando, dopo una o più distorsioni, la caviglia continua a dare una sensazione di cedimento o presenta episodi ricorrenti di distorsione. Il problema può dipendere da una lassità meccanica dei legamenti, da un deficit del controllo neuromuscolare oppure dalla combinazione dei due.

Caviglia che cede

La sensazione di “giving way” è uno dei sintomi più caratteristici e può comparire nello sport, sui terreni irregolari o anche durante attività quotidiane.

Distorsioni recidivanti

Dopo il primo trauma una caviglia non completamente recuperata presenta un rischio maggiore di ulteriori episodi distorsivi.

Non solo legamenti

Cartilagine, tendini peronieri, sindesmosi, legamento deltoideo e altre strutture possono contribuire a dolore e instabilità.

Trattamento personalizzato

Non tutte le instabilità richiedono un intervento. Riabilitazione, anatomia, livello di attività e lesioni associate guidano la scelta terapeutica.

Anatomia dei principali legamenti laterali della caviglia

DUE COMPONENTI DIVERSE

La caviglia può essere instabile in modi diversi

Instabilità meccanica

È presente una reale lassità dei legamenti che stabilizzano la caviglia. Durante la visita e, quando indicato, con esami dinamici è possibile documentare una traslazione o un’inclinazione eccessiva dell’astragalo rispetto alla tibia. L’instabilità può interessare i legamenti laterali oppure coinvolgere più strutture contemporaneamente.

Instabilità funzionale

Il paziente percepisce insicurezza o cedimento anche in assenza di una marcata lassità meccanica. Possono contribuire deficit di propriocezione, equilibrio, forza, controllo neuromuscolare e strategie motorie alterate dopo il trauma.

Le due forme possono coesistere.

Per questo motivo una risonanza magnetica o un singolo test non sono sufficienti, da soli, a spiegare perché una caviglia continua a cedere.

SINTOMI

Quando sospettare un’instabilità di caviglia

Il sintomo più caratteristico non è necessariamente il dolore, ma la perdita di fiducia nella caviglia e la sensazione che possa cedere durante alcune attività.

• Sensazione improvvisa di cedimento
• Distorsioni ripetute anche per traumi modesti
• Insicurezza sui terreni irregolari
• Difficoltà nei cambi di direzione
• Difficoltà durante salti e atterraggi

• Paura di una nuova distorsione
• Dolore laterale della caviglia
• Gonfiore ricorrente dopo attività
• Riduzione della performance sportiva
• Difficoltà a tornare al livello precedente al trauma

Il dolore persistente tra una distorsione e l’altra deve far ricercare anche eventuali lesioni associate e non essere attribuito automaticamente alla sola lassità dei legamenti.

VALUTAZIONE COMPLETA

La caviglia è un sistema, non un singolo legamento

L’instabilità laterale legata al legamento peroneo-astragalico anteriore e al legamento peroneo-calcaneare è la forma più conosciuta, ma i traumi rotazionali della caviglia possono coinvolgere più strutture contemporaneamente. Nei pazienti con sintomi persistenti è quindi importante valutare l’intera articolazione.

Complesso laterale

Il legamento peroneo-astragalico anteriore e il legamento peroneo-calcaneare controllano componenti differenti della stabilità laterale e rotatoria della caviglia e del retropiede.

Sindesmosi

La sindesmosi tibio-peroneale può essere coinvolta nei traumi rotazionali e contribuire a dolore e instabilità quando la lesione è clinicamente significativa.

Legamento deltoideo

Il compartimento mediale contribuisce alla stabilità rotatoria e deve essere valutato nei quadri complessi.

Articolazione subtalare

In alcuni pazienti la sensazione di instabilità coinvolge anche il retropiede e l’articolazione subtalare.

Il coinvolgimento di più strutture non è presente in ogni paziente. La valutazione deve stabilire quali componenti siano realmente patologiche e sintomatiche prima di programmare qualsiasi trattamento.

OLTRE I LEGAMENTI

Perché una caviglia instabile può continuare a fare male

Le distorsioni ripetute possono provocare o accompagnarsi a lesioni che non riguardano direttamente i legamenti. Queste condizioni possono rappresentare una causa importante di dolore persistente.

Lesioni osteocondrali
La cartilagine e l’osso dell’astragalo possono essere danneggiati durante il trauma e provocare dolore profondo, gonfiore o sintomi meccanici.

Impingement e sinovite
Le ripetute sollecitazioni possono determinare tessuto sinoviale reattivo e conflitti anteriori o antero-laterali.

Tendini peronieri
Tendinopatia, lesioni longitudinali o instabilità dei tendini peronieri possono coesistere con le lesioni legamentose laterali.

Corpi mobili
Frammenti osteocondrali o corpi mobili possono causare dolore, scatti o blocchi articolari.

Allineamento e cavovaro
Un retropiede in varo o un piede cavovaro possono aumentare le sollecitazioni sul compartimento laterale e favorire nuove distorsioni se non riconosciuti.

RM di una lesione osteocondrale della cupola astragalica

RM di una lesione osteocondrale del domo astragalico

Trattare soltanto il legamento senza identificare una causa associata di dolore o una deformità predisponente può portare a un risultato incompleto.

DIAGNOSI

Capire perché la caviglia cede

La diagnosi nasce dalla combinazione di storia clinica, esame obiettivo ed esami strumentali. Nessun singolo esame descrive da solo tutte le componenti dell’instabilità.

La visita è il punto di partenza

Durante l’esame clinico vengono ricostruiti trauma, distorsioni successive, cedimenti, dolore e gonfiore. Sono valutati mobilità, lassità laterale, stabilità mediale e subtalare, sindesmosi, forza dei peronieri, equilibrio monopodalico e allineamento di piede e retropiede.

Radiografie sotto stress

Le radiografie dinamiche sotto stress permettono di valutare la stabilità meccanica durante manovre controllate. Cassetto anteriore e talar tilt possono documentare traslazione o inclinazione anomala dell'astragalo.

I valori devono essere interpretati insieme alla visita, al lato controlaterale e agli altri esami: una singola misura non determina da sola l’indicazione chirurgica.

Risonanza magnetica e altri esami

La risonanza studia legamenti e lesioni associate di cartilagine, osso subcondrale, tendini e strutture periarticolari. Ecografia dinamica e TAC/WBCT possono essere utili in quadri selezionati, non di routine.

PRIMA DELLA CHIRURGIA

Riabilitare stabilità, forza e controllo

La maggior parte delle distorsioni e molte forme di instabilità vengono trattate inizialmente senza chirurgia. Un programma riabilitativo strutturato è particolarmente importante quando esiste una componente funzionale dell’instabilità.

Propriocezione ed equilibrio

Esercizi progressivi in appoggio monopodalico aiutano a recuperare il controllo dinamico dell’articolazione.

Rinforzo e controllo neuromotorio

Particolare attenzione viene dedicata ai peronieri, alla coordinazione e alla capacità di controllare il piede durante movimenti imprevisti.

Mobilità e ritorno allo sport

Mobilità, salti, atterraggi, accelerazioni e cambi di direzione vengono reintrodotti in progressione in relazione allo sport praticato.

GUARDARE DENTRO L’ARTICOLAZIONE

Il ruolo dell’artroscopia

Nei pazienti che arrivano alla chirurgia, l’artroscopia consente di osservare direttamente l’interno della caviglia e valutare eventuali danni provocati dalle distorsioni ripetute. Quando indicato, durante lo stesso intervento possono essere trattati sinovite, impingement, corpi mobili e alcune lesioni osteocondrali.

Artroscopia della caviglia in sala operatoria

Il vantaggio dell’artroscopia non è soltanto utilizzare accessi più piccoli: è la possibilità di integrare la stabilizzazione legamentosa con una valutazione diretta dell’articolazione e il trattamento delle lesioni intra-articolari associate.

RETURN TO SPORT

Non basta che il dolore sia scomparso

Il ritorno allo sport non dovrebbe dipendere soltanto dal tempo trascorso dal trauma. Una caviglia che non ha recuperato forza, stabilità e controllo neuromuscolare rimane più vulnerabile a una nuova distorsione.

Controllo dolore e gonfiore → Mobilità → Forza → Equilibrio e controllo monopodalico → Salto e atterraggio → Corsa e cambi di direzione → Gestualità sport-specifica → Ritorno progressivo allo sport

I criteri vengono adattati al tipo di sport e al livello di attività del paziente.

FATTORI PREDISPONENTI

Valutare anche il piede e il retropiede

Un piede cavo o un retropiede varo possono aumentare il momento di inversione e sovraccaricare nel tempo le strutture laterali. Quando l’allineamento rappresenta un fattore significativo, limitarsi alla riparazione dei legamenti può aumentare il rischio di persistenza o recidiva dell’instabilità.

Durante la visita non viene valutata soltanto la caviglia, ma l’allineamento dell’intero piede in carico.

TRATTAMENTO CHIRURGICO

Quando la riabilitazione non è sufficiente

La presenza di una lesione legamentosa alla risonanza non rappresenta, da sola, un’indicazione chirurgica. L’intervento può essere preso in considerazione quando cedimenti o distorsioni ricorrenti persistono nonostante una riabilitazione adeguata e una componente meccanica correggibile è confermata dalla valutazione specialistica.

Non si opera una risonanza

L’indicazione nasce dalla concordanza tra sintomi, visita, imaging dinamico e richieste funzionali del paziente.

Riparazione anatomica secondo Broström

Utilizzare e ritensionare il tessuto legamentoso del paziente

Quando il legamento peroneo-astragalico anteriore e, se necessario, il legamento peroneo-calcaneare conservano tessuto di qualità sufficiente, possono essere riparati e reinseriti nella loro sede anatomica. L’obiettivo è recuperare la funzione dei legamenti senza sostituirli con un tendine quando il tessuto nativo è utilizzabile.

Ricostruzione anatomica con innesto

Quando il tessuto legamentoso è troppo compromesso per una riparazione affidabile può essere necessario ricostruire i legamenti con un innesto tendineo. Può essere indicata in revisioni, lassità importante o richieste funzionali particolari.

Non sempre basta trattare soltanto il legamento peroneo-astragalico anteriore

Il legamento peroneo-astragalico anteriore è il legamento più frequentemente coinvolto nell’instabilità laterale. Nei pazienti con insufficienza anche del legamento peroneo-calcaneare o con una componente di instabilità del retropiede può essere necessario trattare entrambe le strutture.

Open e artroscopia

Entrambe le tecniche possono essere appropriate. L’artroscopia permette anche di valutare e trattare eventuali lesioni intra-articolari associate, ma non è obbligatoria in ogni caso.

Augmentation / Internal Brace

In alcuni pazienti la riparazione anatomica può essere associata a un rinforzo con suture ad alta resistenza. Il razionale è proteggere la riparazione durante le prime fasi di guarigione e, in pazienti selezionati ad alta richiesta funzionale, consentire una progressione riabilitativa più rapida. Non è necessario in ogni paziente e non sostituisce una corretta riparazione anatomica.

Instabilità combinate

Sindesmosi, legamento deltoideo, allineamento e lesioni osteocondrali vengono trattati solo quando clinicamente significativi e coerenti con i sintomi.

DOPO L’INTERVENTO

Dalla protezione della riparazione al ritorno allo sport

1 — Protezione

Nelle prime fasi la riparazione viene protetta con tutore o immobilizzazione secondo la procedura eseguita.

2 — Movimento e carico

Movimento e carico vengono recuperati progressivamente evitando sollecitazioni che possano compromettere la guarigione.

3 — Forza e propriocezione

La riabilitazione prosegue con recupero della forza, controllo neuromuscolare, equilibrio e stabilità dinamica.

4 — Ritorno allo sport

Corsa, salti, cambi di direzione e gesti sport-specifici vengono reintrodotti quando il controllo funzionale è adeguato.

Il recupero dopo una riparazione legamentosa isolata è diverso da quello di una procedura associata a trattamento cartilagineo, ricostruzione con innesto, sindesmosi o correzione dell’allineamento. I tempi vengono quindi personalizzati.

DOMANDE FREQUENTI

Domande sull’instabilità di caviglia

Perché la mia caviglia continua a cedere dopo una distorsione?

Se la risonanza mostra un legamento lesionato devo essere operato?

La fisioterapia può evitare l’intervento?

Cos’è l’intervento di Broström?

Tutte le instabilità riguardano i legamenti laterali della caviglia?

Distorsione e instabilità cronica sono la stessa cosa?

Posso avere una caviglia instabile con una risonanza quasi normale?

Broström artroscopico e open: quale è migliore?

Quando serve una ricostruzione con innesto?

Dopo l’intervento potrò tornare a fare sport?

L’instabilità può causare artrosi?

Quando viene presa in considerazione la chirurgia?

CONTENUTO MEDICO

Dott. Tommaso Forin Valvecchi

Medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia · Chirurgia del piede e della caviglia
Ultima revisione: agosto 2026

Riferimenti scientifici

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Le informazioni presenti in questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione medica individuale. Diagnosi e indicazione al trattamento devono essere definite dopo visita specialistica e valutazione degli esami.

VALUTAZIONE SPECIALISTICA

La caviglia continua a cedere?

Una valutazione completa permette di distinguere un deficit funzionale da una vera instabilità meccanica, identificare eventuali lesioni associate e definire il percorso più appropriato, dalla riabilitazione alla chirurgia quando necessaria.

Dott. Tommaso Forin Valvecchi — Medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia

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